The Mugwumps – 2018 – Clown War Four

Carissimi, ecco a voi l’album dell’anno. Posso concludere le recensione così, perché non ho dubbi al riguardo, c’è poco da discutere.

Scrollarsi di dosso l’etichetta della band di Banana Brain non è affatto facile così dopo due album belli, ma non quanto il celebre disco d’esordio, il terzetto di Innsbruck spara un disco incredibile. In meno di 24 minuti arrivano 13 rasoiate che non lasciano spazio alle parole. C’è tutto quello che deve esserci in un disco punk rock: velocità, attitudine, melodia, potenza e semplicità così come la sacra scuola newyorkese insegna.
Ogni pezzo, a mio avviso, è davvero degno di nota, segnalo in particolare il singolo d’esordio “Love Is Out” (qui il video), “Fifth Rule” e “Scorpion” dedicata a sua maestà Dee Dee.
In un genere musicale dove spesso abbonda la mediocrità travestita da sperimentazione, i Mugwumps ci regalano questo gioiellino che mette in riga tutti e surclassa il 90% di dischi usciti quest’anno.
Menzione speciale per la copertina, opera di quel fenomeno di Tommy Eppes.

Dove comprare il disco? Dal piccolo IBR store ovviamente, oppure da Monster Zero, Bubba Ho-Tep!

 

Saturday Night Karaoke – 2018 – Professional Goofballs

Il caro Goomba continua a chiedermi di recensire i nuovi album di casa Monster Zero, ma la mancanza di tempo e voglia ha ridotto la mia attività di blogging al minimo sindacale. Preso da una botta clamorosa di entusiasmo visto il weekend appena trascorso in giro per vedere HEAD e Mugwumps, penso che sia il caso di dedicare qualche minuto delle mia pausa pranzo per parlare degli ultimi lavori targati MZ.
Ho scritto così ben 4 recensioni in mezz’ora, più di quanto abbia fatto negli ultimi 3/4 anni almeno e credo ne pubblicherò una a settimana… giusto per far sembrare il blog attivo.

Che ci fa un gruppo Indonesiano su Monster Zero? Me lo son chiesto anche io, sono sincero. Prima cosa ho pensato: Kevin cerca un posto figo dove andare a fare le vacanze e ingozzarsi di ottimo cibo. Dai, l’avete pensato anche voi. Scherzi a parte, non conoscevo minimamente i Saturday Night Karaoke ma dal press kit inviato, leggo che hanno 10 anni di attività alle spalle, diversi album ed ep pubblicati… insomma un percorso davvero rispettabile.

La curiosità e lo scetticismo regnano sovrani, lo ammetto, ma parte il primo pezzo Venus The Internship Clown ( che si rivelerà alla fine anche il mio preferito) e grido al cazzo di miracolo. Che bomba! Un pezzo fico e che sfiora i 3 minuti senza annoiarmi, non è possibile! Seguono Buzzer Rejector e Lamar e credo davvero che quella vecchia volpe di Kevin ci abbia visto davvero bene. Il resto dell’album continua sulla scia dei pezzi precedenti: ritornelli super poppettosi, coretti bubblegum, chitarrine alla Green Day di American Idiot e si vince facile.
Anche i pezzi rimanenti, tra alti e bassi, credo siano davvero fighi e pur non regalando il brividino del trittico in apertura restano complessivamente piacevoli. Un album che mi sento di consigliarvi.
Ottima sorpresa questi indonesiani, promossi a pieni voti. Dategli un ascolto.

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