Sloks – 2016 – Sloks

Ok, ok. E’ un disco uscito lo scorso dicembre ma avevo voglia di scrivere due righe sul nuovo sito. Visto che SNAFU ormai si trastulla sui blog di guerra e delle forze armate, accetto la richiesta di qualche secolo fa della band e penso che in fondo non è un grandissimo crimine scrivere ogni tanto una recensione. In fondo quest’anno sono usciti tanti dischi interessanti, può mancare la mia opinione del cazzo?

Gli Sloks sono un terzetto torinese che propone garage-(proto)-punk che gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno sin dalle prime battute.  Io, che sono davvero un ignorante al riguardo, faccio un po’ fatica ad individuare le influenze della band (Cramps? Gories? Mummies?) e magari ad apprezzarli per bene, ma in tutta onestà devo dire che non mi dispiacciono. Vuoi per i riff un po’ ossessivi, vuoi per la batteria pestata a dovere, vuoi  per la voce aggressiva ma “citofonata” come da manuale del Lo-Fi.

Cosa penso di questo 7″ quindi? Penso che tutto sommato è carino, non mi esalta ma non mi dispiace ( la traccia d’apertura,Tank Of Gasoline, è la mia preferita) : ritengo che forse suona troppo barcellacore per piacere a Speciani, viceversa è troppo specianicore per piacere a Franz Barcella, piazzandosi idealmente in quella terra di mezzo rappresentata da una band tipica del Festival Beat.

Se siete fan del genere sicuramente gli Sloks faranno al caso vostro, dategli una chance.

 

TRACKLIST
01 – Tank Of Gasoline
02 – Use Me
03 – Into The Mud
04 – Close The Door

BAND
Peter Chopstick – drums
Ivy Claudy – vocals
Buddy Fuzz – guitars

Crusades – 2017 – This Is A Sickness And Sickness Will End


Per chi non li conoscesse ancora, i Crusades sono un quartetto proveniente dalla prolifica scena di Ottawa, nati ormai qualche anno fa da una costola di Steve Adamyk Band e dei Creeps, il che è già sinonimo di qualità.
This is a sickness and sickness will end, esce dopo 4 anni di silenzio per Anxious and Angry e Countless Altars (credo) solo in vinile in due versioni: nero con striature verdi e viola e in edizione super limitata color bone: un bel bianco semi-perlato con striature rosse e blu, a quanto pare già andata sold-out. In realtà in giro c’è anche una terza versione comprensiva di uno split 7″ con gli Off With Their Head disponibile in esclusiva sullo store di Anxious and Angry; ormai comprare dischi dagli USA costa veramente troppo, mi accontento della versione bone.
L’album composto da 8 tracce (4 per lato) per una durata complessiva di circa mezz’ora, naviga su tematiche e sonorità cupe esplorate già in precedenza dalla band, un po’ il loro marchio di fabbrica; tuttavia a differenza dei precedenti lavori, le chitarre virano verso suoni più morbidi, l’arpeggio è più ricercato e il disco risulta complessivamente più melodico: il che non vuol dire che stiamo parlando di un disco pop…tutt’altro… ascoltatelo e capirete cosa voglio dire: non escludo che i primi ascolti possano lasciarvi indifferente prima di essere completamente assorbiti da questo gran bel disco.
Tra le mie preferite, segnalo 1713 (The Scorching Fevers), 1940 (Whirr and Chimm) e 1846 (Once Drinking Deep).
Consiglio vivamente di procurarvelo, probabilmente finirà direttamente nella mia top ten del 2017. Alla faccia di chi mi accusa di ascoltare solo Ramonescore.
Striped ha qualche copia disponibile dell’edizione bone, non fatevelo sfuggire!

TRACKLIST
01 – 1590 (Sickness Never Ceasing)
02 – 1828 (Father Of Waves)
03 – 1713 (The Scorching Fevers)
04 – 1940 (Whirr And Chime)
05 – 1894 (Children Of Silence And Eternity)
06 – 1866 (Porch And Portal)
07 – 1846 (Once Drinking Deep)
08 – 1657 (Black Curtains Draw)

BAND
Jordan Bell : Drums, Vocals
Skottie Lobotomy: Bass, Vocals
Emmanuel Sayer : Guitar, Vocals
Dave Williams: Guitar, Vocals

McBain – 2017 – Revenge

Ok, si è una nuova recensione… dopo quanto? Due anni?
Non che se ne sentisse proprio la mancanza eh, però darla vinta a Mob, che mi invita alla chiusura del blog è inconcepibile, mi tocca quindi rimettermi a scrivere due righe per una delle poche nuove band del milanese degne di nota.
I McBain sono un trio nato più o meno un anno fa che propone un punk-rock molto poppettoso, semplice e scanzonato, sulla scia della migliore tradizione americana, proprio come piace a me (cit.).
Se dovessi scomodare qualche nome pesante direi che più che i Descendents, già citati dal buon Lupo, sento tanto dei Bouncing Souls, ma i paragoni e le ispirazioni lasciano il tempo che trovano e possono essere anche pareri soggettivi, meglio concentrarsi sul disco.
Revenge, registrato al Toxic Basement Studio, è composto da 10 tracce che vedono il buon Ame – principale autore dei pezzi – alternarsi con Ale alla voce supportati anche da qualche corretto di Enri: questa varietà dà sicuramente un valore aggiunto alle canzoni, di per sé già molto gradevoli.
Si nota anche un ottimo lavoro di post-produzione, il disco suona sicuramente molto meglio delle media delle registrazioni del panorama italiano, il che può piacere o no… – su questo potremmo parlarne per ore – personalmente le (finte) registrazioni lo-fi mi hanno proprio stancato.
Detto questo, Revenge (Artwork by Spugna) è senza dubbio un album d’esordio molto interessante che porta alla ribalta i McBain, segnalo tra le mie canzoni preferite I’m Sorry Now, Fuck You All, Surfing in the City e Breaking Up Tonight.
Per chi volesse sostenere la band e acquistare il disco, contattateli su facebook o su bandcamp.
Ci vediamo fra due anni.

TRACKLIST
01 – I Wish I Was Younger
02 – I’m Sorry Now
03 – What I Need
04 – Time With You
05 – Fuck You All
06 – Surfing The City
07 – Breaking Up Tonight
08 – When I Was Old
09 – Sunglasses In The Rain
10 – Miss You

BAND
Ame Bumpkin – voce, basso
Ale Moes – voce, chitarra
Enri Gluesniffer – batteria, cori

Isotopes – 2015 – Nuclear Strikezone

Ecco qua il disco che aspettavo con ansia, ansia e ancora ansia per darmi una bella boccata di ossigeno.

Seguo gli Isotopes ormai da un paio d’anni da quando per caso ascoltai alcuni pezzi su bandcamp.
Registrazioni non proprio pulitissime ma che sicuramente misero la band
in buona luce entrando così nelle categoria “band da tenere sott’occhio”. Così  prima dell’estate, è uscito finalmente il nuovo album Nuclear Strikezone.
Cosa dire? Album a dir poco FANTASTICO! Amate i Ramones? Siete fan dei
Riverdales e dei Dickies? Siete infoiati con i Simpson (facile riconoscere i riferimenti) e il baseball?  Questo è pane per i vostri denti, c’è poco da fare.
Metti su il vinile, prendi una birra e mettiti comodo sul divano.. non  avrai nemmeno il tempo di iniziare a guardare il foglietto che ti ritroverai una mazzata in faccia con Never been caught.  E che pensi, sarà così per tutto il disco con pezzoni clamorosi come Total juice head, Chicks dig the longball, Bleacher Creature  Girl , The ballad of Rey Ordoñez ecc. interrotti soltanto da Night bus home to you a voler spezzare il ritmo incalzante e farci prendere un po’ di fiato.
In una marea di band del midwest-barbacore che non mi dicono proprio nulla questi ragazzi di Vancouver (faccio anche promozione turistica,città fantastica. Da visitare) mi hanno letteralmente entusiasmato, dandomi letteralmente linfa vitale.
Non ho mai visto una partita di baseball, non l’ho mai seguito e non ho mai capito nemmeno mezza regola, ma sti ragazzi sono riusciti nell’impresa di farmi almeno incuriosire.
Disco assolutamente da avere che sicuramente finirà nel mio personalissimo podio a fine 2015. Striped ha ancora qualche copia, altrimenti contattate la band, o la Stomp Records che ha curato il disco. Go Isotopes, Go!

 

TRACKLIST 

01 – Never Been Caught
02 – Total Juicehead
03 – Hasta La Vista, Baby
04 – Chicks Dig The Long Ball
05 – Situation No-No
06 – Hiroshima Dreamin’
07 – Magic Loogie
08 – The Ballad Of Rey Ordoñez
09 – Night Bus Home To You
10 – Goodnight Havana
11 – Bleacher Creature Girl

BAND
Trevor Uppercutz – drums
Dallas Duststorm – guitar, backing vocals
Evan October – voice
Vlad Zak – bass, backing vocals
Justin Safely – guitar, backing vocals
Tony Hustle – drums

Battle Of The Bands

Bom Prò – Autobus N° 7

Che li si conosca o meno, i Bom Prò da Livorno sono quasi 20 anni che suonano e nonostante il tempo passato hanno mantenuto inalterato lo spirito che li ha sempre contraddistinti, ossia quel sound anni ’90 marchiato tricolore che tanto ci ha faceva battere il cuore, ormai anni fa.

In Autobus 7, tra momenti di alta goliardia/genuina “idiozia” (nel senso buono del termine sia chiaro, vedi Trombadaria, BirreQuaglia Innamorata) e sprazzi di maturità (Autobus n°7) i vecchi punk-rockers livornesi, a mio avviso, azzeccano l’album condito con ottimi cori  scuola Flower-Punk e con due cover, I Can’t be, già comparsa nella Compilation Tributo dei Ramones, e Forza Sugar dei Rockin’ Horse. Fare un album in italiano è ormai utopico ma i ragazzi hanno dimostrando che con il giusto spirito tutto è possibile.

Durango 95 – Fuckin’ 40

 

 

Ho ricordi vaghissimi dei Durango 95, ricordo un lontano passato come cover/tribute band dei Ramones ( il nome è comunque abbastanza eloquente) e poi niente più.
A distanza di tanti anni, ho nuovamente notizie da parte loro, da quello che ho capito Ivano si è circondato di ex-membri dei Cani Pazzi e ha sparato fuori questo disco.
E’ punk rock in italiano, ben suonato, ben prodotto e con dei bei cori ma che a volte cade davvero troppo nel banale (caratteristica comunque frequente del punk-rock in italiano ,eh).
Gli spunti interessanti ci sono vedi, Fottuti 40, Un incubo, Happy (con la presenza di Ally Bubblegum), a voler dimostrare che non è necessario parlare di canne e sbirri per fare del buon punk-rock in italiano.
Scelta coraggiosa coverizzare in italiano (Lo sceriffo, Death or Glory, E’ tutto ok) ben 3 pezzi di 3 mostri sacri che a dire il vero non mi convincono affatto. Sinceramente mi aspettavo molto di più da chi gli anni ’90 li ha vissuti in pieno, ma il mio parere vale davvero zero e sono certo che a molti altri quest’album sarà piaciuto e piacerà.

Cavaverman – 8​-​bit From Hell

Ho già avuto modo di parlare dei Cavaverman (ex-Viboras) lo scorso anno con la recensione di James Dead Again, ci lasciarono con un bel disco dal sapore Misfits/periodo Graves. E questo nuovo ep, continua sull’onda precedente a voler dimostrare che la passione per zombie, videogames 8-bit (leitmotiv dell’ EP) è eterno anche se i 20 anni li hai già passati da un pezzo. Suonato bene (ma son certo che son in grado di fare ancora meglio) spicca senza dubbio la voce del cantante, incredibilmente potente e da sfruttare in pieno nelle prossime uscite (a quanto pare stanno lavorando a un nuovo album). Noi li aspetteremo con molta curiosità. Merita l’ascolto.

 

Honey – Honey

 

Adesso è il turno di parlare di un nome nuovo. Oddio, non proprio nuovo visto che mi hanno scritto tipo mille mesi fa, mille volte e solo ora mi sono messo a recensire l’album. Bene, gli Honey sono dei giovanotti della Romagna – nuove leve per intenderci – ma che sanno il fatto loro. Si parla di punk rock/hardcore melodico anni ’90, colpisce la buona tecnica di base e un’ottima conoscenza dei “principi fondamentali” del periodo,
Pur risultando in alcuni casi un po’ acerbi e violando ben due delle mie regole musicali (mai superare i 2:30 minuti e mai chitarre in levare), mi sento di promuovere i ragazzi aspettando con curiosità nuovo materiale. Ah, la Morning Wood Records, label olandese, ha pubblicato il disco. Che ci abbiano visto lungo?

 

Dee Cracks/Zatopeks – Behind the spotlight

 

 

C’era una volta Dee Dee Ramone, bassista della band più figa di tutti tempi che prese una clamorosa sbandata per il rap, abbandonò tutto, cambiò nome d’arte e incise Standing In The Spotlight. Riscontri negativi del periodo a parte, sin dal mio primo ascolto ho sempre considerato l’album una piccola gemma: lo stile di Dee Dee è il migliore anche quando vuol far cagare.
A distanza di 25 anni, Dee Cracks e Zatopeks, in collaborazione con Striped Music e il Ramones Museum di Berlino, si sono uniti per omaggiare la loro amicizia e il compianto Dee Dee interpretando due pezzi a testa e dandoci un’idea di come avrebbero potuto suonare i pezzi in chiave-Ramones: i DeeCracks pescano Brooklyn Babe e Poor little rich girl, Zatopeks rispondono con Mash Potato Time e Baby Doll.
I pezzi (praticamente i miei preferiti) e gli interpreti – bene o male – li conosciamo tutti e sappiamo già cosa aspettarci: questo disco oltre ad essere un bel pezzo da collezione è il giusto e passionale omaggio verso un vero e proprio “Re“. Da avere assolutamente.

 

Textbook – 2014 – All Messed Up

I Textbook sono un quartetto di Chicago che ho scoperto solo di recente nonostante i primi lavori siano datati 2000, e All messed up è rappresenta il 5° album.
Preso un po’ dalla curiosità, ho ascoltato anche i lavori precendenti e cazzo, devo dire che fino ad adesso mi sono perso proprio una grande band!
I Textbook fondamentalmente fanno un pop punk mooooolto poppettoso (strizzando un’occhio ai Get Up Kids per intenderci, anche se in alcuni frangenti mi ricordano anche i Copyrights) lontano da essere noioso e banale, questo fa si che anche l’ascolto di All messed up scorre sempre piacevole per tutta la sua durata. Ad impreziosire un disco di per sé già bello, ci pensano le illustri collaborazioni con Jeff Pezzati (Naked Raygun) in Everything I’m Not e Dan Vapid (devo dirvi dove suona/ha suonato? Dai!) in Just One Of Those Things e We’ll Grow Old. Tra le mie preferite, segnalo la già citata Everything I’m Not e Looking after me.
Volete il disco? Lo trovate, come sempre, su Striped Music oppure potete rivolgervi direttamente alla Torture Chamber Records. Li vedremo in Italia? Spero proprio di si.

TRACKLIST
01 – Everything I’m Not
02 – Just One Of Those Things
03 – Looking After Me
04 – Shared Privacy
05 – If You Don’t Know By Now
06 – Never Meant To Be
07 – Call You Up
08 – Congratulations
09 – Missed You First
10 – Change My Mind
11 – We’ll Get Old



BAND
Dave Lysien – Vocals, Guitar
Rick Uncapher – Bass
Mark Doyle – Drums, Vocals, Percussion
Dan Knapik – Guitar, Vocals 

Jagherbomb – 2014 – Another One To Forget

Dopo un EP dell’ormai lontano 2011, tornano i genovesi Jagherbomb con una nuova fatica, totalmente DIY e in free download (grande punto a favore) dal titolo Another One To Forget. Devo ammettere che non sono molto abituato a questi tipi di suoni, e prima di capire se questo disco mi piace o meno mi sono sentito in obbligo di ascoltarlo molte volte. Per quale motivo?
Perchè mi ricordano vagamente i Rise Against e perchè ci sono molte cose che mi piacciono (buone melodie, ottima voce) e altre decisamente meno – vedi smetallate e pezzi a volte un po’ troppo lunghi. Ma in fondo questo è dovuto al limite dei mentecatti come me che difficilmente accettano più di 3 accordi e i 2 minuti.
I ragazzi sono molto molto bravi tecnicamente e non fanno nulla per nasconderlo, tuttavia i pezzi che mi sono piaciuti maggiormente sono quelli più semplici e più vicini al punk rock classico come Let Me Be e Running Out Of Time. Promossi!
TRACKLIST
01 – Intro
02 – A Failure
03 – Nothing Really Changes
04 – Sweat, Honey & Blood
05 – Can You Tell Me?
06 – No Time
07 – Running Out Of Time
08 – Let Me Be
09 – Raise Your Glass
10 – Tired Of Living Your Life

BAND

Danila Riedo – Voice
Roberto Incardone – Guitar/Backing Vocals
Daniele Murgia – Bass/Backing Vocals
Francesco Guetto – Drums

The Snookys – 2014 – Junk Food

Ti piace il Garage-Punk? Sei un fan dei Devil Dogs, New Bomb Turks, Teengenerate e tutta quella roba che sprizza energia da tutti i lati? Ecco, se rientri in questa fascia, sicuramente Junk Food fa al caso tuo.
Mi è capitato di vedere i bergamaschi Snookys dal vivo qualche mese fa e devo ammettere che mi hanno fatto proprio una bella impressione, impressione che è stata confermata quando sono tornato a casa con la voglia di ascoltare con maggior attenzione il loro disco, che fino ad allora aveva accumulato ingiustamente troppa polvere.
13 pezzi al fulmicotone dove Actin’ Good, I Can Only Wear Geox, Cop Guy e Fire Alarm fanno fare un figurone ai ragazzi. Dategli un’ascolto, anche se non è il vostro genere, sono certo che resterete piacevolmente sorpresi, i ragazzi sanno il fatto loro.
Se il disco è di vostro gradimento e volete arricchire Speciani e la OCW, contattatelo qui oppure fate riferimento come sempre a Striped Music.
TRACKLIST
01 – Fat Guy Attitude
02 – Actin’ Good
03 – Fire Alarm
04 – Pidgeon
05 – Cop Guy
06 – Stab You
07 – Not A Girl
08 – I Can Only Wear Geox
09 – Down In The Basement
10 – I’m A Geek, You’re A Nerd
11 – Jizz
12 – You’re A Bluff
13 – Nothing Can Heal Us



BAND
Andrea Facheris – Vocals
Marco Facheris – Guitar & Vocals
Federico Mitan – Bass & Vocals
Luca Legramandi – Drums

The Apers – 2014 – Confetti on the Floor

Difficile essere obiettivi recensendo un disco degli Apers. Sarà per la  grande amicizia con Kevin e gli altri, sarà per l’affetto che in generale provo per questa band da diversi anni e per il mio debole naturale per le band olandesi. Si sono fatti attendere per un nuovo disco (You’re only as strong as the table you dance on è datato 2009) e sicuramente il risultato è buono anche se, a fine ascolto, la sensazione è quella di aver apprezzato di più gli album precedenti, in particolare Reanimate my heart che per quanto mi riguarda rimane uno dei top album punk rock degli ultimi anni. Lo  stile Apers è inconfondibile, pezzi a ritmi non velocissimi, linee melodiche molto belle e testi che rasentano il puro genio.
Si parte con Global Holocaust, anthem misantropo dal titolo abbastanza inequivocabile, si accelera con To the bar for cocktails e si continua con Jamie Oliver, già proposta durante il tour estivo e sicuramente uno dei pezzi più riusciti del disco, con un testo assurdo dedicato al famoso cuoco inglese.
Andando avanti troviamo Early dementia, altro bel pezzo, e soprattutto Always hate work, che condensa tutto l’odio di Kevin per il mondo del lavoro in generale.
I pezzi continuano a mantenersi su un buon livello, prediligendo ironia e presa per il culo anche se un po’ fuori tempo (Dear Ben) fino ad arrivare alla conclusiva e malinconica Confetti on the floor, triste riflessione sul tempo che passa inesorabilmente.
Particolarità: due cover, Break stuff dei Priceduifkes e Eve of destruction di Barry McGuire e due pezzi dove Kevin dà prova del suo italiano: Totally barzotto for you e Mozzarella no more, pezzo del quale posso vantarmi di essere stato presente alla sua primissima stesura, alla piscina comunale di Giussano, che  parla degli olandesi alle prese del sole di luglio 2009 (quando in Italia c’era il sole d’estate).

Nel complesso, un bel disco. Non rientra tra i miei preferiti degli Apers ma dimostra come, anche dopo quasi vent’anni, il successo internazionale della band sia più che giustificato e meritato.
TRACKLIST

01 – Global Holocaust 
02 – To The Bar For Cocktails 
03 – Jamie Oliver 
04 – Early Dementia 
05 – Break Stuff 
06 – Stop It Now 
07 – Always Hate Work 
08 – Mozzerella No More 
09 – Totally Barzotto For You 
10 – Moonlight Kisses 
11 – Dear Ben
12 – Eve Of Destruction
13 – Confetti On The Floor

BAND
Kevin Aper – Vocals, Bass 
Ivo Backbreaker – Drums 
Max Power – Guitar 
Mikey Bat Bite – Guitar 

di Enri Gluesniffer

The Nuts – 2014 – The Nuts

Con il consueto ritardo, oggi parleremo dell’esordio discografico dei Nuts, band attiva solo da qualche mese divisa tra Piacenza e Milano e composta da facce più o meno note del circuito tricolore. Chi segue questo blog e in particolare le I Buy Records Nights che organizziamo, saprà che stiamo dando molto spazio a questi ragazzi, perchè oltre ad essere ottimi amici, riteniamo che abbiano molto potenziale. Fanculo chi parla di presunte raccomandazioni. Scollatevi dal divano, fate meno polemiche e divertitevi di più ai concerti! D’altra parte se la Monster Zero ha messo gli occhi sopra direttamente all’esordio un motivo ci sarà, oppure no? 4 Pezzi super-catchy che ti prendono al primo ascolto.
La ricetta è sempre quella: i soliti 3/4 accordi supportati da ottime melodie, belle voci, cori, cori e ancora cori. Formula (27 o 37?) collaudata e semplice, lontana dal voler essere innovativa… (punto a
favore!) e su questo siamo tutti d’accordo…ma mi chiedo, quanti riescono a farlo cosi piacevolmente? Direi in pochi e per quanto mi riguarda i Nuts rientrano tra le piacevolissime sorprese di quest’anno. Because of You (me ne innamorai già con la demo) e Magical Mistery Day  sono i pezzi che impreziosiscono un 7” già gradevolissimo.
Insomma, sapete che fare (qui e qui).

TRACKLIST:
01 – Mental Case
02 – Because Of You
03 – Bad Dream
04 – Magical Mistery Day

BAND:
Vale  – vocals/bass
Molby  – guitar/back vocals
Palmi  – drums/back vocals