Jagherbomb – 2014 – Another One To Forget

Dopo un EP dell’ormai lontano 2011, tornano i genovesi Jagherbomb con una nuova fatica, totalmente DIY e in free download (grande punto a favore) dal titolo Another One To Forget. Devo ammettere che non sono molto abituato a questi tipi di suoni, e prima di capire se questo disco mi piace o meno mi sono sentito in obbligo di ascoltarlo molte volte. Per quale motivo?
Perchè mi ricordano vagamente i Rise Against e perchè ci sono molte cose che mi piacciono (buone melodie, ottima voce) e altre decisamente meno – vedi smetallate e pezzi a volte un po’ troppo lunghi. Ma in fondo questo è dovuto al limite dei mentecatti come me che difficilmente accettano più di 3 accordi e i 2 minuti.
I ragazzi sono molto molto bravi tecnicamente e non fanno nulla per nasconderlo, tuttavia i pezzi che mi sono piaciuti maggiormente sono quelli più semplici e più vicini al punk rock classico come Let Me Be e Running Out Of Time. Promossi!
TRACKLIST
01 – Intro
02 – A Failure
03 – Nothing Really Changes
04 – Sweat, Honey & Blood
05 – Can You Tell Me?
06 – No Time
07 – Running Out Of Time
08 – Let Me Be
09 – Raise Your Glass
10 – Tired Of Living Your Life

BAND

Danila Riedo – Voice
Roberto Incardone – Guitar/Backing Vocals
Daniele Murgia – Bass/Backing Vocals
Francesco Guetto – Drums

The Snookys – 2014 – Junk Food

Ti piace il Garage-Punk? Sei un fan dei Devil Dogs, New Bomb Turks, Teengenerate e tutta quella roba che sprizza energia da tutti i lati? Ecco, se rientri in questa fascia, sicuramente Junk Food fa al caso tuo.
Mi è capitato di vedere i bergamaschi Snookys dal vivo qualche mese fa e devo ammettere che mi hanno fatto proprio una bella impressione, impressione che è stata confermata quando sono tornato a casa con la voglia di ascoltare con maggior attenzione il loro disco, che fino ad allora aveva accumulato ingiustamente troppa polvere.
13 pezzi al fulmicotone dove Actin’ Good, I Can Only Wear Geox, Cop Guy e Fire Alarm fanno fare un figurone ai ragazzi. Dategli un’ascolto, anche se non è il vostro genere, sono certo che resterete piacevolmente sorpresi, i ragazzi sanno il fatto loro.
Se il disco è di vostro gradimento e volete arricchire Speciani e la OCW, contattatelo qui oppure fate riferimento come sempre a Striped Music.
TRACKLIST
01 – Fat Guy Attitude
02 – Actin’ Good
03 – Fire Alarm
04 – Pidgeon
05 – Cop Guy
06 – Stab You
07 – Not A Girl
08 – I Can Only Wear Geox
09 – Down In The Basement
10 – I’m A Geek, You’re A Nerd
11 – Jizz
12 – You’re A Bluff
13 – Nothing Can Heal Us



BAND
Andrea Facheris – Vocals
Marco Facheris – Guitar & Vocals
Federico Mitan – Bass & Vocals
Luca Legramandi – Drums

The Apers – 2014 – Confetti on the Floor

Difficile essere obiettivi recensendo un disco degli Apers. Sarà per la  grande amicizia con Kevin e gli altri, sarà per l’affetto che in generale provo per questa band da diversi anni e per il mio debole naturale per le band olandesi. Si sono fatti attendere per un nuovo disco (You’re only as strong as the table you dance on è datato 2009) e sicuramente il risultato è buono anche se, a fine ascolto, la sensazione è quella di aver apprezzato di più gli album precedenti, in particolare Reanimate my heart che per quanto mi riguarda rimane uno dei top album punk rock degli ultimi anni. Lo  stile Apers è inconfondibile, pezzi a ritmi non velocissimi, linee melodiche molto belle e testi che rasentano il puro genio.
Si parte con Global Holocaust, anthem misantropo dal titolo abbastanza inequivocabile, si accelera con To the bar for cocktails e si continua con Jamie Oliver, già proposta durante il tour estivo e sicuramente uno dei pezzi più riusciti del disco, con un testo assurdo dedicato al famoso cuoco inglese.
Andando avanti troviamo Early dementia, altro bel pezzo, e soprattutto Always hate work, che condensa tutto l’odio di Kevin per il mondo del lavoro in generale.
I pezzi continuano a mantenersi su un buon livello, prediligendo ironia e presa per il culo anche se un po’ fuori tempo (Dear Ben) fino ad arrivare alla conclusiva e malinconica Confetti on the floor, triste riflessione sul tempo che passa inesorabilmente.
Particolarità: due cover, Break stuff dei Priceduifkes e Eve of destruction di Barry McGuire e due pezzi dove Kevin dà prova del suo italiano: Totally barzotto for you e Mozzarella no more, pezzo del quale posso vantarmi di essere stato presente alla sua primissima stesura, alla piscina comunale di Giussano, che  parla degli olandesi alle prese del sole di luglio 2009 (quando in Italia c’era il sole d’estate).

Nel complesso, un bel disco. Non rientra tra i miei preferiti degli Apers ma dimostra come, anche dopo quasi vent’anni, il successo internazionale della band sia più che giustificato e meritato.
TRACKLIST

01 – Global Holocaust 
02 – To The Bar For Cocktails 
03 – Jamie Oliver 
04 – Early Dementia 
05 – Break Stuff 
06 – Stop It Now 
07 – Always Hate Work 
08 – Mozzerella No More 
09 – Totally Barzotto For You 
10 – Moonlight Kisses 
11 – Dear Ben
12 – Eve Of Destruction
13 – Confetti On The Floor

BAND
Kevin Aper – Vocals, Bass 
Ivo Backbreaker – Drums 
Max Power – Guitar 
Mikey Bat Bite – Guitar 

di Enri Gluesniffer

The Nuts – 2014 – The Nuts

Con il consueto ritardo, oggi parleremo dell’esordio discografico dei Nuts, band attiva solo da qualche mese divisa tra Piacenza e Milano e composta da facce più o meno note del circuito tricolore. Chi segue questo blog e in particolare le I Buy Records Nights che organizziamo, saprà che stiamo dando molto spazio a questi ragazzi, perchè oltre ad essere ottimi amici, riteniamo che abbiano molto potenziale. Fanculo chi parla di presunte raccomandazioni. Scollatevi dal divano, fate meno polemiche e divertitevi di più ai concerti! D’altra parte se la Monster Zero ha messo gli occhi sopra direttamente all’esordio un motivo ci sarà, oppure no? 4 Pezzi super-catchy che ti prendono al primo ascolto.
La ricetta è sempre quella: i soliti 3/4 accordi supportati da ottime melodie, belle voci, cori, cori e ancora cori. Formula (27 o 37?) collaudata e semplice, lontana dal voler essere innovativa… (punto a
favore!) e su questo siamo tutti d’accordo…ma mi chiedo, quanti riescono a farlo cosi piacevolmente? Direi in pochi e per quanto mi riguarda i Nuts rientrano tra le piacevolissime sorprese di quest’anno. Because of You (me ne innamorai già con la demo) e Magical Mistery Day  sono i pezzi che impreziosiscono un 7” già gradevolissimo.
Insomma, sapete che fare (qui e qui).

TRACKLIST:
01 – Mental Case
02 – Because Of You
03 – Bad Dream
04 – Magical Mistery Day

BAND:
Vale  – vocals/bass
Molby  – guitar/back vocals
Palmi  – drums/back vocals

CJ Ramone – 2014 – Understand Me?

A distanza di qualche anno dallo stupendo Reconquista, torna CJ Ramone con un 7”, semplice anteprima del nuovo album Last Chance to Dance in uscita per Fat Wreck il 25 Novembre.
Accompagnato da una backing band di tutto rispetto, CJ ci regala due bei pezzi, un inedito (ascolta qui) e una cover dei Black Flag sufficienti per farmi gioire. Che lo vogliamo accettare o no, l’ultimo vero Ramone è lui e anche in questi nuovi pezzi le intenzioni sono abbastanza chiare: omaggiare i fratellini, poche chiacchiere e buona musica.
La prima stampa è andata ormai esaurita (meno di 500 copie, ma è quasi pronta la prima ristampa), il nostro spacciatore ufficiale ha ormai finito le copie,  ma con un po’ di culo sono riuscito a trovare una copia qui, affrettatevi che non credo ne siano rimaste molte, magari fra qualche anno vi potrete bullare su Discogs di avere la prima edizione.
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TRACKLIST
SIDE A
01 – Understand Me?
SIDE B
02 – Rise Above

BAND
CJ Ramone – voice, bass
Dan Root – guitar
Steve Soto – guitar
David Hidalgo Jr. – drums

Special Guest:
Dez Cadena – guitar, backing vocals on Rise Above

The Thirtysevens – 2014 – Time Travel Math

 
Prima di iniziare a leggere, premere play nel link giù in fondo.
Molti amici sostengono che qualsiasi cosa dica, produca o faccia Ben Weasel a me piace (cit. Markez). Anche le cazzate. Ed effettivamente è vero. Considerando che il mio raggio di gusti musicali varia tra i Ramones e tutto quello che riguarda i Ramones quando mi capita tra le mani un disco come questo dei Thirtysevens i miei occhi brillano di gioia, mi viene da pensare che a volte c’è speranza per un mondo migliore e che in Toscana esiste un piccolo Ben Weasel e una band che Wiggle e Anthem for a New Tomorrow li  ha ascoltati fino alla noia. E io godo. Avevo avuto modo di apprezzarli qualche mese fa nel mega-split La Massoneria Ramonica e i Suoi Adepti Vol​.​1 e mi colpirono tanto, tantissimo.
Li aspettavo al varco per un full length e non appena il buon Pulce della Monkeyrite Records  mi ha mandato Time Travel Math sono rimasto subito affascinato da questo disco dal sapore sicuramente casalingo/lo-fi  (presa diretta?) ma che ritengo sia una dei dischi più interessanti usciti in Italia nel 2014.
11 tracce che scorrono via come un bel sorso di Jameson rigorosamente senza ghiaccio. Dritti, diretti e fottutamente affascinanti con dei testi sopra la media e arrangiamenti di chiara scuola weaseliana – con tante citazioni, a volte palesemente volute (Becky Ramone vi dice qualcosa?) –  ad accompagnare una voce che rimanda tremendamente a zio Ben. Sinceramente non riuscirei a scartare nemmeno un pezzo visto che ho tenuto il tempo sulla coscia così tante volte fino a deformarla. Ma ragazzi, Not a Kid Anymore, Social e Time Travel Equation sono delle autentiche gemme che metterei nella compilation da regalare alla ragazza da conquistare.
Ora resta da capire che faranno nel futuro questi ragazzacci. Non mi pare stiano suonando tantissimo, anzi. Resteranno una fantastica meteora oppure avremo occasione di sentire nuovo materiale? Nel frattempo  mostrategli un po’ d’amore su facebook e compratevi ‘sto disco dalla Monkeyrite Records o da Striped Music.
Secondo passo: riascoltare ancora il cd, fino alla noia.

 

TRACKLIST:
01 – Agent 13 Is Dead
02 – Not A Kid Anymore
03 – Trying To Fix You
04 – Becky Ramone
05 – Social
06 – Two Times Table
07 – Not Better Now
08 – Bad Bad Dream
09 – Time Travel Equation
10 – Screw You
11 – She Rides The Rainbow

BAND:
Paolo “Fonne” : voice
Adriano “Cecche” : guitar, backing vocals
Marco “Marky” : guitar
Federico “Fro”: bass, backing vocals
Fabio “Bara” : drums

Teenage Gluesniffers – 2014 – Frames

Partendo dal presupposto che da queste parti manteniamo un’atteggiamento anni-luce dalla professionalità, questa volta il disco che mi ritrovo tra le mani è Frames, il nuovo EP dei Teenage Gluesniffers, band del mio socio di IBR e di altri due ottimi amici. Tutti potrebbero pensare a una mancanza di obiettività nel parlare di questo disco, ma visto che “non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda“, cercheró di essere onesto… nonostante la voglia di inveire contro Paolo ( tu sai perchè!) è davvero tanta….
In ogni caso, Frames é uscito da qualche mese per la Infested Records (label  americana…) ed è un EP composto da 6 pezzi più una bonus tracks che rappresentano a mio avviso il miglior lavoro dei ragazzi, vuoi per il sound più elaborato, vuoi per il livello compositivo decisamente più maturo. A differenza dei lavori precedenti, nonostante i testi piuttosto cupi e paranoici (Oh Paolo…) , le canzoni suonano più “poppettose” e orecchiabili, caratteristiche forse non così marcate nei precedenti lavori. Ascoltate Back From Pasalaqua o The Raven, probabilmente il pezzo migliore di sempre dei ragazzi, per capire. Menzione speciale per la bonus track, una coraggiosa reinterpretazione di Something To Believe In (giá presente sul tributo italiano ai Ramones) che mi é piaciuta tantissimo. Adesso, via con il  solito sermone, potete comprare il disco dai ragazzi oppure tramite la Infested Records che merita il massimo rispetto per il sostegno che sta dando a tante band italiane.

TRACKLIST

01 – Brand New Day
02 – Notes of a Thirsty Young Man
03 – The Raven
04 – Back from Pasalacqua
05 – My Armageddon
06 – Peabody Award Shithead Trophy

BAND
Paolo – guitar, voice
Fra – bass, backing vocals
Enri  – drums

The Manges – 2014 – All Is Well

Mea Culpa. Vorrei inginocchiarmi sui ceci e prendermi a schiaffi da solo per aver fatto passare così tanto tempo prima di scrivere questa recensione. All Is Well è uscito da un sacco di mesi.. e..ho aspettato tanto prima di scrivere due righe. Un po’ per impegni, un po’ perchè fondamentalmente sono un cazzaro.
All Is Well è l’ennesima fatica dei Manges, uscita per Monstero Zero, It’s Alive e Dumb Records. Insomma le migliori label nel panorama. Di questo disco ormai se ne è parlato già abbastanza, e di sicuro la mia recensione non sarà una sorpresa. In ogni caso, ci tenevo a dire la mia.
Il nuovo disco dei Manges, spacca. I Manges si sono re-inventati. Potevano fare un nuovo album uguale a Go Down oppure Bad Juju e fare contenti tutti a prescindere, invece hanno cercato una via nuova ( per divertimento o stimoli non importa) e se il campo dell’innovazione nel punk-rock è seminato di mine anti-uomo, affidandosi ad Hervè dei Peawees il quartetto spezzino ha trovato probabilmente l’unica strada percorribile per essere “promossi” dalla “scena punk-rock”, che sappiamo tutti essere molto aperta alle novità.
Non nascondo che già al primo accordo, sono rimasto un po’ spiazzato da questo sound un po’ sixties Pre-Ramones (o proto-punk o come cazzo si chiama) che non suona proprio “alla Manges“… ma già al secondo ascolto All Is Well mi ha conquistato, perchè suona spontaneo, perchè suona fresco e soprattutto perchè è divertente.
I Manges riescono a colpirci ancora una volta coverizzando I Tried To Die Young (oh, io Melanie Safka non la conoscevo affatto) e infilando una serie di pezzi fantastici come My Bad, Plan Honululu, Don’t Screw Up The Formula, Lone Commando (All is Well)  destinati a finire tra i classici della band, spiazzano tutti ancora una volta e conquistano i nostri cuori.
E se siete tra quelli preoccupati per il gain delle chitarre, state tranquilli che dal vivo come al solito ci fanno il culo in quattro.
Se ancora non hai comprato All is Well, rimedia, sei ancora in tempo. Adios.

 

TRACKLIST

01 – Crocodile In My Head
02 – My Bad
03 – Plan Honolulu
04 – Love Is A Disease
05 – Panic At The Ice Rink
06 – Don’t Screw Up The Formula
07 – Don’t Bet On Me
08 – I Tried To Die Young
09 – Topolinia
10 – Secret Agent Super Dragon
11 – I Just Wanna Make You Cry
12 – Lone Commando (All Is Well)

BAND
Andrea: lead vocals, rhythm guitars, lead guitar on “Topolinia”
Mass: bass, backing vocals, lead vocals on “Secret Agent Super Dragon”
Manuel: drums
Mayo: lead and rhythm guitars, backing vocals
ADDITIONAL MUSICIANS
Hervé Peroncini: additional guitars, percussions, backing vocals
Pierluigi Ballari: organ, piano
Bruno Barcella: percussions

The Putz – 2014 – Knock It Off

Sei un over-30? Hai il primo accenno di panzetta? I capelli bianchi iniziano ad essere sempre più numerosi ma ancora non riesci a toglierti le All-Stars e quel chiodo ormai vecchio e consumato? Insomma, se ti ritrovi almeno in parte in questa serie di stereotipi e sei cresciuto pestando la testa contro il muro ascoltando Ramones/Screeching Weasel/Queers probabilmente i Putz fanno al caso tuo.
Ma chi sono i Putz? I Putz sono un terzetto di Indianapolis con una scimmia pazzesca per il punk-rock – quello figo che tanto piace a me – degli anni ’90: semplice, diretto, con ritornelli accattivanti e coretti a profusione. Tramite la Eccentric Pop Records – che sta dando spazio a tante band interessanti –  hanno quindi pubblicato Knock It Off in vinile (250 copie, 125 rosse/125 bianche), secondo full-length composto da 12 tracce passate dalle parti del Sonic Iguana per essere lavorate da un certo Mass Giorgini.
Le premesse sono tutte positive e l’ascolto dell’album non fa altro che confermare.. infatti fila via liscio che è un piacere, grazie alla giusta presenza di tastierine (per fortuna senza eccedere più del dovuto), qualche assolo e la giuste dose di “poppettosità” che non fa mai annoiare. Non credo sia difficile che già dopo un solo ascolto pezzi come OperateFast Food FantasyLunatic (il mio pezzo preferito!), Knock It Off ti sia appiccicano in  testa come è successo a me. C’è anche spazio per la cover di un classico degli AngelsMy boyfriend’s back che sinceramente è forse l’unico pezzo che non mi ha entusiasmato.
Ok, non stiamo parlando dell’album dell’anno, ma Knock It Off complessivamente mi è piaciuto parecchio e credo che continuerò ad ascoltarlo ancora per un po’.
Attualmente sono in giro per gli States in tour, quindi se vi trovate da quelle parti magari fate un salto a un loro concerto e compratevi questo vinile che non è per niente male. In alternativa potete procurarvelo tramite la Eccentric Pop Records qui.


TRACKLIST

01 – That’s Okay
02 – Brain Malfunction
03 – Three Strikes
04 – Operate
05 – Unreliable
06 – Fast Food Fantasy
07 – Go Work on Your Tan
08 – Get A Clue
09 – Lunatic
10 – My Boyfriend’s Back
11 – I’m a Disappointment
12 – Knock It Off





BAND
Billy Putz – bass, vocals
Tyler Wrong – guitar, backing vocals
Dougie Tangent – drums, backing vocals

Cavaverman vs Lawyer Beaters vs The Cocks

Ok. Sono pigro, lo so. So anche di avere una montagna di dischi in arretrato e prima di chiudere la ‘zine per le vacanze estive vorrei mettermi la coscienza a posto e recensire tutta la roba rimasta indietro. Così, mega-post, 3 rapide recensioni in una botta, un po’ come una combo di schiaffi da parte di Bud Spencer. 

 

Cavaverman – 2014 – James Dead Again

Erano gli inizi del XXI secolo, il punk rock andava ancora forte a maggior ragione se c’avevi una bella figa come cantante. E i Viboras incarnavano questo stereotipo, poi la bella Irene si mise a fare musica con J-Ax (il passaggio a Suor Cristina è stato davvero breve!) e la band si sciolse: dalle ceneri sono nati i Cavaverman.
Premessa: non sono un fan dell’horror-punk alla Misfits, di zombie, lupi mannari ecc ecc ma la prima cosa che ho notato è il salto di qualità tra i Viboras e questa nuova band. I pezzi di James Dead Again suonano
compatti, potenti, veloci e con una buona dose di melodie supportate da ottimi coretti. Forse 14 pezzi per 45 minuti sono un po’ troppi e c’è il rischio di skippare ingiustamente qualche traccia ma pezzi come She’s a Werewolf e Zombieland riescono ad alzare il tiro. Tirando le somme, mi sento di promuovere il disco.
Dateci un ascolto, se siete fan dei Misfits del periodo Graves.

TRACKLIST:


01 – She’s A Werewolf
02 – Saw
03 – Purple Brain
04 – Walking Dead
05 – I Wanna Kill you
06 – Zombie Lover
07 – James Dean
08 – The Ring
09 – Werewolves
10 – Prince Of Darkness
11 – Zombieland
12 – I’m The One
13 – Live Or Give Up
14 – Day Of The Apocalypse


BAND:
Sal Champion – vocals, guitar
Apocalypse Giò – bass
Doktor Hell – drums

Lawyer Beaters – 2014 – Victory

Terza pubblicazione per i piacentini Lawyer Beaters. Victory è Ep autoprodotto, in free-download, con copertina semplice ma geniale… forse per voler mettere in chiaro le origini o con più probabilità  per evidenziare il più bel trionfo italiano nei Mondiali di calcio.
Ok, poi c’è Balotelli che ci fa tornare con i piedi per terra.
Comunque, viste la copertina e le info su bandcamp “We love beer, red wine, football” uno potrebbe aspettarsi un gruppo Oi! invece i ragazzi fanno pop-punk riconducibile alla nuova scuola americana, più vicini ai Menzingers & Co. che al pop-punk cazzone che piace a me. Non è un EP immediato, ma le intenzioni dei LB sono chiare già dalle prime note: chitarre arrangiate e intrecciate in maniera impeccabile e tanti coretti al posto giusto. Per i miei gusti a volte i pezzi suonano un po’ troppo malinconici, ma pezzi come Punk Rock Station o Side by Side, sicuramente aiutano ad alzare il livello complessivo dell’EP.
I ragazzi sono già a lavoro per un nuovo album, sarebbe un peccato che anche a questo giro non trovassero una label disposta a supportarli. Fatevi avanti perchè nel genere che propongono sanno sicuramente il fatto loro.

 

TRACKLIST:


01 – Between Us
02 – Another Useless Sun
03 – Robben Island
04 – Punk Rock Station
05 – Side By Side

BAND:


Pos – guitar, voice
Luke – guitar, voice
Bobby – bass
Bona – drums

 

Cocks – 2014 – The Emergency Exit

I Cocks, sono un giovane quartetto proveniente da Genova cresciuto a focaccia, Dopamines e Copyrights. Dopo un EP d’esordio pubblicato lo scorso anno, si affacciano al “grande pubblico” con The Emergency Exit che, come molti album d’esordio, ha qualche difetto ma anche tanti pregi che fanno ben sperare. Prima di tutto: ho avuto modo di conoscerli e suonarci assieme e devo dire che oltre ad essere davvero dei bravi ragazzi, sono molto molto preparati nonostante la giovane età.
In tutto questo, la cosa più importante è che sono dei ragazzi che si sbattono parecchio per tenere in vita la scena di Genova, città purtroppo molto lontana dai fasti degli anni ’90.
I 12 pezzi proposti dai Cocks, fanno ben sperare perchè ci sono molti spunti interessanti, ottime idee e buone intuizioni, oltre ad avere una buona capacità nel creare belle melodie…tuttavia dovendogli tirare le orecchie, a volte suonano un po’ acerbi – più che comprensibile – e forse manca quel “pezzone-spacca-culo-da-sing-along” che ti fa saltare dal divano e sperimentare nuove bestemmie. Pezzi come Everything’s gonna be alright e Better To Be Soiled sono quelli che mi hanno colpito maggiormente, tuttavia sono convinto che questi ragazzi possono dare di più e fare meglio: la strada intrapresa è quella giusta toccherà a loro decidere se darci ancora sotto oppure tirare i remi in barca e darsi magari all’indie.
Fate la scelta giusta, mi raccomando.. nel frattempo dategli un’ascolto.

TRACKLIST:

01 – Good time
02 – To relive again
03 – Like an asshole
04 – Shut the brain
05 – Everything’s gonna be alright
06 – Look up
07 – One minute
08 – Stupid summer song
09 – Better to be soiled
10 – The right glue
11 – The usual
12 – Fine line between smile and cry

BAND:

Anto – guitar, voice
Femi – bass, voice
Alby – guitar
Anza – drums

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